Week end intenso come una settimana
Sabato 24 e domenica 25 marzo.
Ore 8 am. Suona la sveglia. Non pensate a me che sono in piedi il sabato mattina così presto ma pensate come si possa stare a quell'ora. Pensate ora di andare in cucina per preparare un buon caff....ehi ma quest'odore... Monique con il suo bel camicione rosa confetto si sta mangiando le patatine di Mc Donalds. Faccio retrofront in camera, anzi esco subito per andare a comprare della farina. Torno a casa un paccone da due chili, ma se la grocery offre solo la confezione famiglia, va bene così. Ieri sera c'era solo la confezione da 12 uova, ma a me ne servivano la metà e quindi cosa hanno fatto? Hanno rotto il pacco in due e me ne hanno date solo 6. Altro che etichette, prezzi, scontrini...tze!
Ore 8 am. Suona la sveglia. Non pensate a me che sono in piedi il sabato mattina così presto ma pensate come si possa stare a quell'ora. Pensate ora di andare in cucina per preparare un buon caff....ehi ma quest'odore... Monique con il suo bel camicione rosa confetto si sta mangiando le patatine di Mc Donalds. Faccio retrofront in camera, anzi esco subito per andare a comprare della farina. Torno a casa un paccone da due chili, ma se la grocery offre solo la confezione famiglia, va bene così. Ieri sera c'era solo la confezione da 12 uova, ma a me ne servivano la metà e quindi cosa hanno fatto? Hanno rotto il pacco in due e me ne hanno date solo 6. Altro che etichette, prezzi, scontrini...tze!
A casa mi metto all'opera con il computer per convertire grammi e once, teglia, carta da forno. Accendo il forno a caso perchè non sono indicati i gradi e comincio a preparare le mie palline di cocco. Incrocio le dita e inforno.
Monique intanto è seduta per terra con il casco per sciugare i capelli sul divano che si legge delle riviste e guarda la televisione. A un certo punto corre verso il forno perchè esce decisamente troppo fumo. Sta andando a fuoco la carta da forno! Spalanchiamo tutte le finestre per evitare che suoni l'allarme e io rinforno le povere palle. Dopo 20 minuti sembrano cotte quindi contenta le faccio raffreddare. Doccia, e poi via verso il parrucchiere.
Alle 10.15 sono con la testa all'indietro a farmi lavare i capelli sperando di uscire soddisfatta.
Come ogni volta ripenso al leone e alla gazzella, il famoso detto africano che era appeso di fronte ai lavandini nel parrucchiere dove andavo da piccola. Ormai è un'abitudine, visto che me la ero imparato a memoria perchè non era ancora dientata famosa con Aldo, Giovanni e Giacomo. Mi sono sempre chiesta se mi conveniva eesere un leone o una gazzella..ma poi ho sempre pensato che se tanto bisogna correre meglio non porsi il problema. proprio come dice il detto.
Mi sono imparata due frasi, una di queste è "Aboslutly no fringe". Come sono uscita? Con la frangia! Forse è più forte di loro. Quando non vuoi qualcosa loro te la fanno.
Parrucchieri non ce l'ho con voi..ma con me che non riesco mai a capire quella maledetta forbice quando taglia troppo!
L'importante oggi è essere fuori alle 11 per fare ciò che ho lasciato incompleto a casa.
La giornata è stupenda. Cielo ciano, sole caldo, persone in maglietta, cappotto e infradito, infradito e cannottiera, stivali e maglietta...con il caldo bisogna vedere che ci veste diversi! Quindi molti sfoggiano le infradito da piscina, piedi bianchi, ma con unghie colorate, gambe timide, vestitini nuova stagione primavera 2007. Ma se sulla subway un moonboot schiaccia una flip flop?!
A casa riesco a setire Vale! E' proprio sabato! Poi aiuto Azzu con l'annuncio di craigslist, sento Giulia e Giò sotto la neve, mi preparo, sistemo la stanza e metto in un sacchettino le mie palline. La carta da forno si rompe quando stacco i cocchini e rimane appiccicata sul loro fondo. NOOO stupida carta! Porto i docetti con la carta attaccata, compro qualche cosa, rinuncio, li lascio a casa, ma perchè si doveva attaccare? Decido di portarli lo stesso con la carta incollata. Ne mangeranno un pezzo e lasceranno il fondo. Di certo non si buttano e non me li mangio tuti io! Argh..neanche con il coltello riesco a staccarla..non pensiamoci, la tabella di marcia è rigida.
Raggiungo Holy Family, una chiesta dulla 47th tra 1st e 2nd avenue. C'è un incontro per assistere al meeting del Papa a Roma. Putroppo è tradotto con un inglese biascicato quindi capisco ben poco. Pazienza.
Parlo con O. che rivedo con molto piacere e parliamo del mio lavoro. Mi consiglia di avere un commercialista perchè è molto importante avere un supporto e mi dice che la sua amica P. lavora da un certo G.B. Non ci credo! Lui è già il nostro commericalista! Come un puzzle che si compone in fretta ripenso a quando l'avevo già vista a dicembre, alle mail scritte, al suo nome, alla voce..per lavoro l'ho sentita e le ho scritto molte volte! Sempre molta formalità e freddezza lavorativa e ora siamo nella stesso posto a sentire il Papa, a NY!
Scherziamo, ridiamo e per la seconda volta nel giro di 3 giorni ripenso a quanto sia piccolo il mondo e soprattutto a quanto sia importante muoversi e non stare fermi. Solo così si conoscono persone, spalancano porte e tracciano strade. Ridendo per tutta l'ora successiva raggiungo Penn Station sotto un cielo grigio, con nuvoloni pieni di pioggia.
Sono in anticipo (io??) e così mi siedo per terra come fanno tutti e mi metto ad ascoltare la musica classica di sottofondo. Quasi quasi farei una pennica..ma aspetto di ssere comodamete seduta sul treno per dormire un po'. Sto andando a Rhinecliffs nella countryhouse dei capi dell'ufficio. Per questo motivo i cocchini e il grande rush.
Arrivo sotto una pioggia battente, ma non c'è prblema perchè c'è M. che mi aspetta in felpa e scarpe da ginnastica tutto sorridente. J. mi aspetta in macchina avvolta in un cappotto stile africano. Dopo uno sterrato nel bosco arriviamo nella big hous...da fuori si vede solo che è grossa, ma è di colore grigio senza la struttura tipica dei casoni. Un Budda di pietra ci aspetta all'ingresso e da questo capisco subito che sto per entrare in un museo. Non mi sbaglio.
Salone immenso con camino nel mezzo, tre salottini diversi, tavolone, area televisione con apposito divano. Tutto è crato nei dettagli: casi, tappeti, candele, dipinti, statue, monili, mobili. La mia camera ha un letto a baldacchino con copripiumone di velluto, drappi rossi e vista sul bosco. Mi sento perfettamente a mio agio... Dopo un tour della casa assaggio un loro cocktail: coconut water e wisky. Lo bevo di gusto, buonissimo! Un po' fortino, ma va bene per aprire lo stomaco e rendere più fluide le parole. La serata prevede una cena nel ristorante italiano Gigi. Mangio cozze e una skizza (pizza sottilissima) molto buona e gustosa. Accompagna il tutto Barbera d'Asti. Io mi sarei accontentata di una patata cotta nella brace dell'immenso camino, ma essendo ospite e non conoscendo le persone faccio volentieri quello che mi propongono. La sera, prima di addormentarmi sull'alto lettone, penso alla storia della principessa sul pisello. Io al contrario di lei, dormo benissimo. La mattina apro gli occhi e vedo il bosco di fronte a me con gli scoiattoli che si rincorrono sugli alberi.
La colazione non si fa a casa perchè la prima tappa della giornata è al DINER del paese. Da fuori sembra abbastanza anonimo, ma una volta entrati altro che Happy Days! C'è il jukebox, i divanetti in pelle, le cameriere grasse e brizzolate e un menù di tutto rispetto. Così senza scrupoli mangio pancake, salsicce, bacon e uova. Con caffè e succo d'arancia digerisco tutto e sono proprio felice...
Giretto per la zona dove si susseguono case, piccole negozi, chiese..ma è proprio come il film bubble!!! Dopo un momento di relax a casa ci aspetta un movie al cinema del paese.
Profumo di popocorn e signorone di provincia vestite con tute, scarpe da ginnastica, camicie a scacchi. Inizia il film. The lives of the others per 137 minuti mi tiene incollata allo schermo. Nonostante il tedesco con i sottotitoli in inglese, che genera non poche confusioni mentali, il film mi prende, mi avvolge, mi fa riflettere, mi colpisce. Inizia nel 1984 e termina dopo la caduta del muro raccontando attraverso la vita di due artisti la Germania dell'Est, con la Stasi, gli abusi di potere, la voglia di combattere, il disprezzo per il regime.
Dopo il film sono le sei e cosa si fa? Si va a cena! Giriamo l'angolo e siamo nel ristorante Panda, cinese. Ci sono due loro amici, lui di Napoli, vissuto solo per 5 anni in Italia, lei americana con ha una massa di capelli bianchi, d'argento e grigi tenuti all'indietro con il cerchietto. Quando ci sediamo la sua pancia tocca il tavolo, la mia invece è ben distante quindi per un attimo mi sento magra. Mangiamo, mangiamo, mangiamo. Saluti e via verso casa. Si fa sera e il momento più brutto del weekend è arrivato: il tornare a casa.
Monique intanto è seduta per terra con il casco per sciugare i capelli sul divano che si legge delle riviste e guarda la televisione. A un certo punto corre verso il forno perchè esce decisamente troppo fumo. Sta andando a fuoco la carta da forno! Spalanchiamo tutte le finestre per evitare che suoni l'allarme e io rinforno le povere palle. Dopo 20 minuti sembrano cotte quindi contenta le faccio raffreddare. Doccia, e poi via verso il parrucchiere.
Alle 10.15 sono con la testa all'indietro a farmi lavare i capelli sperando di uscire soddisfatta.
Come ogni volta ripenso al leone e alla gazzella, il famoso detto africano che era appeso di fronte ai lavandini nel parrucchiere dove andavo da piccola. Ormai è un'abitudine, visto che me la ero imparato a memoria perchè non era ancora dientata famosa con Aldo, Giovanni e Giacomo. Mi sono sempre chiesta se mi conveniva eesere un leone o una gazzella..ma poi ho sempre pensato che se tanto bisogna correre meglio non porsi il problema. proprio come dice il detto.
Mi sono imparata due frasi, una di queste è "Aboslutly no fringe". Come sono uscita? Con la frangia! Forse è più forte di loro. Quando non vuoi qualcosa loro te la fanno.
Parrucchieri non ce l'ho con voi..ma con me che non riesco mai a capire quella maledetta forbice quando taglia troppo!
L'importante oggi è essere fuori alle 11 per fare ciò che ho lasciato incompleto a casa.
La giornata è stupenda. Cielo ciano, sole caldo, persone in maglietta, cappotto e infradito, infradito e cannottiera, stivali e maglietta...con il caldo bisogna vedere che ci veste diversi! Quindi molti sfoggiano le infradito da piscina, piedi bianchi, ma con unghie colorate, gambe timide, vestitini nuova stagione primavera 2007. Ma se sulla subway un moonboot schiaccia una flip flop?!
A casa riesco a setire Vale! E' proprio sabato! Poi aiuto Azzu con l'annuncio di craigslist, sento Giulia e Giò sotto la neve, mi preparo, sistemo la stanza e metto in un sacchettino le mie palline. La carta da forno si rompe quando stacco i cocchini e rimane appiccicata sul loro fondo. NOOO stupida carta! Porto i docetti con la carta attaccata, compro qualche cosa, rinuncio, li lascio a casa, ma perchè si doveva attaccare? Decido di portarli lo stesso con la carta incollata. Ne mangeranno un pezzo e lasceranno il fondo. Di certo non si buttano e non me li mangio tuti io! Argh..neanche con il coltello riesco a staccarla..non pensiamoci, la tabella di marcia è rigida.
Raggiungo Holy Family, una chiesta dulla 47th tra 1st e 2nd avenue. C'è un incontro per assistere al meeting del Papa a Roma. Putroppo è tradotto con un inglese biascicato quindi capisco ben poco. Pazienza.
Parlo con O. che rivedo con molto piacere e parliamo del mio lavoro. Mi consiglia di avere un commercialista perchè è molto importante avere un supporto e mi dice che la sua amica P. lavora da un certo G.B. Non ci credo! Lui è già il nostro commericalista! Come un puzzle che si compone in fretta ripenso a quando l'avevo già vista a dicembre, alle mail scritte, al suo nome, alla voce..per lavoro l'ho sentita e le ho scritto molte volte! Sempre molta formalità e freddezza lavorativa e ora siamo nella stesso posto a sentire il Papa, a NY!
Scherziamo, ridiamo e per la seconda volta nel giro di 3 giorni ripenso a quanto sia piccolo il mondo e soprattutto a quanto sia importante muoversi e non stare fermi. Solo così si conoscono persone, spalancano porte e tracciano strade. Ridendo per tutta l'ora successiva raggiungo Penn Station sotto un cielo grigio, con nuvoloni pieni di pioggia.
Sono in anticipo (io??) e così mi siedo per terra come fanno tutti e mi metto ad ascoltare la musica classica di sottofondo. Quasi quasi farei una pennica..ma aspetto di ssere comodamete seduta sul treno per dormire un po'. Sto andando a Rhinecliffs nella countryhouse dei capi dell'ufficio. Per questo motivo i cocchini e il grande rush.
Arrivo sotto una pioggia battente, ma non c'è prblema perchè c'è M. che mi aspetta in felpa e scarpe da ginnastica tutto sorridente. J. mi aspetta in macchina avvolta in un cappotto stile africano. Dopo uno sterrato nel bosco arriviamo nella big hous...da fuori si vede solo che è grossa, ma è di colore grigio senza la struttura tipica dei casoni. Un Budda di pietra ci aspetta all'ingresso e da questo capisco subito che sto per entrare in un museo. Non mi sbaglio.

La colazione non si fa a casa perchè la prima tappa della giornata è al DINER del paese. Da fuori sembra abbastanza anonimo, ma una volta entrati altro che Happy Days! C'è il jukebox, i divanetti in pelle, le cameriere grasse e brizzolate e un menù di tutto rispetto. Così senza scrupoli mangio pancake, salsicce, bacon e uova. Con caffè e succo d'arancia digerisco tutto e sono proprio felice...

Profumo di popocorn e signorone di provincia vestite con tute, scarpe da ginnastica, camicie a scacchi. Inizia il film. The lives of the others per 137 minuti mi tiene incollata allo schermo. Nonostante il tedesco con i sottotitoli in inglese, che genera non poche confusioni mentali, il film mi prende, mi avvolge, mi fa riflettere, mi colpisce. Inizia nel 1984 e termina dopo la caduta del muro raccontando attraverso la vita di due artisti la Germania dell'Est, con la Stasi, gli abusi di potere, la voglia di combattere, il disprezzo per il regime.
Dopo il film sono le sei e cosa si fa? Si va a cena! Giriamo l'angolo e siamo nel ristorante Panda, cinese. Ci sono due loro amici, lui di Napoli, vissuto solo per 5 anni in Italia, lei americana con ha una massa di capelli bianchi, d'argento e grigi tenuti all'indietro con il cerchietto. Quando ci sediamo la sua pancia tocca il tavolo, la mia invece è ben distante quindi per un attimo mi sento magra. Mangiamo, mangiamo, mangiamo. Saluti e via verso casa. Si fa sera e il momento più brutto del weekend è arrivato: il tornare a casa.